Tappa n °9 Siracusa Catania
Tappa n°9 Siracusa Catania Km 16 + 40 treno Temp 18° C. cielo coperto con foschia densa.
Partiamo alle 8,15 in direzione Catania su di una bella ciclabile ricavata da una ferrovia dismessa, il fondo è in terra battuta con brecciolino fine e qualche breve tratto in cemento.
L'aria è fresca, ma molto umida e salsa. Dopo una decina di chilometri percorsi lungo il mare con scorci pregevoli si incomiciano a vedere i primi impianti petrolifici delle numerose raffinerie con le loro pipe-line verso il mare. In circa un'ora raggiungiamo la stazione di Priolo Mililli dove decidiamo di prendere il treno per Catania. Questa scelta è dettata e consigliata anche dalla guida in quanto proseguendo si passerebbe solo tra insediamenti industriali, su strade molto trafficate e senza possibilità di variare con alternative secondarie.
La stazione è molto piccola e non tutti i treni fermano per cui siamo costretti a prendere l'unico regionale possibile per tornare a Siracusa e qui cambiare con un intercity per Catania. Un certo sconcerto ci assale, sarebbe stato molto più comodo salire direttamente a Siracusa. Pazienza, ci consoliamo pensando che ci saremmo persi il bel tratto sulla ciclabile. Alle 11,30 comunque arriviamo a Catania e contattato il nostro ospite che ci da il via libera per fare subito il check-in, bene! In questo modo potremo rinfrescarci e girare Catania a piedi. L'appartamento è al terzo piano e le biciclette le mettiamo al sicuro sui balconi delle camere, peccato che in ascensore non ci stanno. Finalmente sistemati scendiamo verso il centro visitando la enorme chiesa di San Nicolò l'Arena, chiesa incompiuta dei benedettini. A seguire poi la piazza duomo contornata da bei palazzi al cui centro il monumento con il famoso elefantino.
Grandioso il duomo dedicato alla patrona della città Sant'Agata, bella anche a fianco la Cupola della Badia Sant'Agata da cui si gode la vista sul barocco catanese, sui tetti dei palazzi, la densa foschia impedisce di scorgere l'Etna, che pure è molto vicino. Siccome lo stomaco comincia farsi sentire, sono le 14,00 ci infiliamo nel primo ristorante e qui prediamo la prima fregatura culinaria, non tanto per il costo, ma per la pessima qualità del cibo e del servizio. Con tante buone proposte mangerecce siamo riusciti a trovare la peggiore. Dopo il caffè preso altrove continuiamo la visita. Ancora chiese barocche, il municipio nel cui androne vi sono due splendide carrozze, il castello Ursino che però chiuso per restauro. Poi dopo un dolcetto o gelato ci incamminiamo verso la Villa Bellini che è un bel giardino degradante da una collina. Poi via Entea e la piazza del Teatro Maggiore Bellini. Ora, abbastanza stanchi siamo tornati al nostro alloggio, usciremo ancora per cena.
Per oggi è tutto, ciao alla prossima.
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